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Monitoraggio dell'intera attività

 
Nel corso dell’ultima giornata di lavoro i componenti  dell’equipe , dopo la somministrazione del questionario di verifica finale, sottopongono all’attenzione degli alunni  un questionario di “riflessione” e di “autovalutazione” relativo all’attività svolta nell’intera settimana. L’iniziativa si pone un primo obiettivo di monitoraggio in rapporto ai seguenti ambiti di riflessione:

1.       Ambito didattico : i contenuti.

  • Riconoscere il valore di un cambiamento – più o meno significativo nel modo di operare “didatticamente” in classe - legato alla trasversalità del tema scelto dall’equipe.

  • Valutare l’impatto più o meno nuovo introdotto dalla compresenza di più docenti, impegnati nella presentazione di un’unità tematica trasversale.

  • Valutare la significatività, chiarezza, linearità degli interventi.

  • Valutare l’utilità complessiva dell’attività

2.       Ambito relazionale: modalità comunicative (docenti / alunni  , alunni / alunni) .  Clima di lavoro e  tonalità emotiva .
 

  •      Riflettere sul significato di una più “ravvicinata e mirata” interazione tra docente e alunno nei vari momenti della mattinata. ( D. “Come avete vissuto il rapporto con docenti nuovi ?” )

  • Valutare l’incidenza degli interventi multipli realizzati dagli insegnanti nelle fasi di precisazione, puntualizzazione, inquadramento dei contenuti disciplinari e pluridisciplinari. ( D. “ Gli interventi, anche incalzanti degli insegnanti vi hanno chiarito le idee, vi hanno stimolato all’approfondimento, vi hanno dato l’idea di come si possa collaborare oppure talvolta vi hanno confuso, depistato, scoraggiato sulla possibilità di capire bene un certo argomento ?” )

  • Verificare l’eventuale cambiamento nelle modalità di porsi con i compagni, anche in relazione al lavoro svolto e più generalmente alla strutturazione dell’attività scolastica ( accresciuta collaborazione, antagonismo, interesse alla discussione…)

  • Verificare l’eventuale fatica ( “peso, fastidio, monotonia…” ) nel protrarre i momenti di ascolto, lettura, studio ed  esercitazione per un numero consistente di ore, collegandole ad un unico ambito tematico.

  • Valutare l’eventuale opportunità di ridurre  oppure di dilatare i tempi dell’ intervento in futuro. ( D.      L’’attività appena conclusa è stata troppo pesante, troppo densa sul piano degli argomenti < “troppo piene le mattinate” >? Come preferireste organizzare un’attività futura simile a quella appena conclusa ? Alleggerendo il numero dei contenuti oppure protraendo l’intervento per qualche altra giornata ? “ )

3.       Uso di strumenti didattici e organizzazione delle attività.

  • Validità o meno dell’impiego di mappe concettuali e cognitive, utilità della loro loro illustrazione alla lavagna luminosa.

  • Utilità della costruzione di mappe cognitive da parte dei ragazzi come forma di rappresentazione sinottica e riaggregativa dei contenuti e delle loro relazioni. Modi di correzione delle mappe.

  • Validità della striscia del tempo, sorta di visualizzazione stabile dei percorsi storici legati alla trasformazione territoriale degli stati europei.

  • Validità  delle immagini nell’illustrazione di alcune fasi di evoluzione dei fenomeni storico-economici ed insediativi < lucidi di un castello, schema funzionale di un feudo, riproduzione artistica della vita di un comune medioevale  >. ( conoscenze operate con la percezione di forme e colori in forma sintetico- analogica ).

  • Validità dell’uso frequente della lavagna, come strumento immediato per la visualizzazione e schematizzazione delle parti essenziali della spiegazione.

  • Utilità degli appunti. Difficoltà di adattare le tecniche di scrittura veloce alla rapidità del parlato.

  • Utilità della presentazione di concetti trasversali, quali quelli di sistema e modello, come facilitatori delle operazioni metacognitive. “Ti è stato utile chiarirti che cos’è un modello ?  “ Pensi di utilizzare ancora questo concetto nello studio di altri argomenti ? “

  •  Impatto emotivo legato alla videoregistrazione: aumento di attenzione / concentrazione reale, automatico rispetto del silenzio come fatto “tecnico” o reale coinvolgimento nell’atmosfera della lezione. ( D.“Ha condizionato il tuo stile di ascolto la videoregistrazione ? “)

Le modalità di rilevazione dei dati non sono state del tutto sistematiche: ad esempio con la somministrazione di un questionario che avrebbe potuto sì garantire una maggiore “omogeneità di contesto” nella realizzazione delle risposte, ma a patto di utilizzare uno strumento certo più freddo, distanziato dalla situazione reale comunicativa, appena “sospesa” nell’ambito dell’ intervento. Il questionario ci è parso in altre parole uno strumento troppo tecnico e poco coinvolgente, visto che l’interazione verbale ( spesso sollecitata e comunque sempre viva ) è stata la caratteristica di fondo delle cinque giornate di lavoro. Ci si è orientati per la registrazione a caldo ( ….e all’annotazione in brevi appunti ) delle  riflessioni  dei singoli alunni, a cui si è pervenuti colloquiando in piccoli gruppi di cinque persone, orientati ad approfondire i  singoli aspetti dell’esperienza appena conclusa, rispettando i tre ambiti di riflessione indicati agli alunni preventivamente.

 La discussione all’inizio pare orientarsi in modo un po’ stanco, riduttivamente omologando le opinioni di chi approva il tutto, in modo sbrigativo, oppure, altrettanto sbrigativamente accenna a “qualche cosa che non  ha convinto  pienamente”. A questo punto però è apparso necessario a tutti approfondire un po’ di più le ragioni del consenso e del dissenso. In forme e modi via via più condivisi la discussione si è spostata su argomenti particolari, che hanno consentito di toccare quasi tutte le “questioni aperte” oggetto del monitoraggio.

Lorena ha fatto presente che “il tempo è stato poco…per trattare tanti argomenti”[1], “troppe informazioni sono state date e solo le nozioni di diritto, in buona parte anticipate dalla trattazione dei programmi sono state ben assimilate…in tal senso il recupero è servito per questa materia “.

Elisa ha fatto notare che “ manca l’abitudine a lavorare in questo modo e soprattutto ad ascoltare per costruire qualcosa…….è importante lavorare con più calma sulle varie attività” …..“…..Non sono stata contenta quando alcune mappe sono state corrette; alcuni insegnanti pretendono di interpretare come rappresentiamo un argomento, ma quello che costruiamo rappresenta quello che abbiamo capito di un argomento”. A questo punto si è aperta una breve discussione sul fatto che ogni mappa è una rappresentazione personale e non va censurata. E’ del resto importante che si sappia commentare quanto si è rappresentato. Ogni schema è funzionale al chiarimento delle nostre idee. La mappa è un modello sempre diverso a seconda delle circostanze e degli impieghi. Si è riparlato del valore di questo termine, di cui Elisa e Lorena  accettano la validità.

Marta ha detto che il progetto “è buono, ma occorrerebbe dilatarlo, per avere una marcia più tranquilla…”Il lavoro di esercitazione in classe è stato troppo frettoloso, ci sono state troppe spiegazioni e anche il dialogo è stato frammentario, con qualche momento di confusione ed il bisogno di calibrare meglio il tutto “

Elisa è convinta “che è positivo impiegare più insegnanti su argomenti nuovi e comuni, anche se qualche volta è parso che le spiegazioni non siano state del tutto condivise e chiarificatrici per i ragazzi. Qualche correzione è stata fatta in modi diversi…”.

Ho precisato a questo punto anche la nostra difficoltà di insegnanti a lavorare in equipe su un tema pluridisciplinare. Insegnando discipline diverse spesso possono sfuggire definizioni che non coincidono perfettamente e che gli alunni colgono immediatamente come contraddittorie < ad esempio la definizione di stato regionale  in diritto è vincolante per richiamare l’ordinamento delle Regioni,  è molto meno usuale in Storia dove si continua a parlare per l’Italia di stato unitario e non federale. Così pure alcune precisazioni sui concetti di democrazia e rappresentatività a proposito dei sistemi maggioritario e proporzionale hanno sollevato interminabili discussioni, che non sempre sono state comprese da tutti e piuttosto sono state percepite come differenze di opinioni >.

Marta vede “ la settimana più come un momento di approfondimento che di recupero, ma lo preferisce decisamente alla lezione tradizionale “

Lorena : L’intervento mi è servito soprattutto per ripassare alcuni argomenti di diritto. La prima giornata è stata chiara perché sono stati approfonditi argomenti che in classe sono trattati troppo sommariamente, e questi sono argomenti fondamentali  < vedi i concetti di stato, territorio, popolo, sovranità, forma di stato, forma di governo…>” ..” Studiare qualcosa della storia più recente mi ha aiutata a comprendere meglio alcuni concetti di diritto”

Intervista all’interno di un secondo gruppo

Enrico è stato il più critico sull’attività. Durante le ultime giornate di lavoro e in sede di verifiche l’interesse è stato parziale; le risposte fornite sono state piuttosto frammentarie anche se non del tutto improprie. Sollecitato ha fornito qualche particolare, giustificando le sue riserve sull’attività nel suo complesso.

”Questa attività non ha migliorato il mio modo di svolgere il lavoro, non ho avuto tempo di svolgere bene gli esercizi dopo le spiegazioni…Troppe idee diverse tra i professori, anche qualche contraddizione..troppo materiale…solo in diritto mi è parso di aver fatto qualche passo avanti “.

Federica . L’intervento è stato troppo ampio, è stato difficile affrontare lo studio di nuovi periodi storici, occorre dilatare maggiormente il tempo per affrontare argomenti del genere. Più lineare la prima giornata ( quasi unicamente dedicata alle parti di diritto, comprendenti il modello funzionale di stato ), poco chiare alcune distinzioni della seconda ( le magistrature romane ), costruttiva solo in parte la terza ( sul feudalesimo ho avuto un po’ di difficoltà a capire qualche concetto )”

Alessia . “ E’ importante che l’insegnante scriva sulla lavagna le cose che ci vengono spiegate. E’ stato molto utile la tecnica dell’insegnante di diritto che ha quasi sempre scritto alla lavagna le parti essenziali delle sue lezioni”.

A questo punto si apre una discussione sulle modalità di prendere appunti: scrivere mentre qualcun altro parla, scrivere allenandosi a ricordare, scrivere l’essenziale….non è facile, occorre esercitarsi. E’ utile scrivere sotto dettatura o è solo comodo ?

Enrico. “ E’ stato faticoso seguire tutte le attività…ma comunque eravamo già abituati almeno un po’ a lavorare in questo modo nella nostra classe….Non sono cambiati molto i rapporti con i miei compagni all’interno di questa attività “


[1] L’attività di recupero-approfondimento si è strutturata in 5 giornate di lavoro attorno al seguente tema:

 “Il concetto di Stato tra storia e diritto”. Quattro insegnanti ( 3 del biennio e uno del triennio ) si sono alternati nella presentazione di argomenti già affrontati dagli alunni nel loro curriculum scolastico del biennio ed anticipando alcuni argomenti storici ( la sintesi dell’evoluzione storico-istituzionale dello stato moderno ) oggetto di studio del triennio. Non al fine di coprire tratti cospicui del programma di Storia che ancora non  ancora affrontati, ma per fornire ai ragazzi alcuni minimi strumenti conoscitivi di tipo storico, supporto alla più attenta percezione delle caratteristiche dello stato moderno, analizzato nelle sue categorie giuridiche.
 

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