Industria e società europea del XIX secolo.

1) Costruite un articolo o un saggio breve sulla seguente tematica di carattere socio-economico. (Max 4 facciate)
 

Doc 0) Le immagini


Campagna e città in Inghilterra alla fine del 1700


Officine Krupp ad Essen ( 1861 )


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oc 1) La nascita della ferrovia fu un evento rivoluzionario, che cambiò profondamente tutta la civiltà occidentale. Condizione necessaria per la nascita delle ferrovie fu la creazione della locomotiva. Intorno al 1800 Trevithick realizzò una locomotiva stradale a tre ruote. Il vero padre della locomotiva fu però George Stephenson, meccanico abilissimo che nel 1812 creò la sua prima locomotiva, la Blutcher. A partire dal 1844 salirono le azioni emesse dalle compagnie ferroviarie il cui numero andava crescendo e i cui promotori ammassarono in pochi anni immense fortune. In Inghilterra le ferrovie ebbero uno straordinario sviluppo. Nel 1843 erano stati costruiti 3200 km di ferrovia, ma nel 1851 i chilometri costruiti erano saliti a 10000. La corrispondenza postale usufruì largamente del trasporto per ferrovia e contemporaneamente si diffusero i telegrafi elettrici, indispensabili per segnalare ad ogni stazione l'arrivo dei treni, che viaggiavano su binari unici.

Doc 2) La Gran Bretagna fu la culla della Rivoluzione industriale: dall’ultimo quarto del XVIII secolo a tutto il XIX Londra fu non a caso al centro di una complessa rete commerciale mondiale che diventò la base per il crescente mercato di esportazione associato ai processi di industrializzazione. L’esportazione fornì un fondamentale sbocco ai prodotti dell’industria tessile e di altre industrie, sbocco reso necessario dalla rapida espansione della produzione indotta dall’introduzione di nuove tecniche. I dati disponibili indicano un palese e forte accelerazione delle esportazioni britanniche a partire dal 1780. L’orientamento all’esportazione favorì ulteriormente la crescita dell’economia britannica in quanto i produttori inglesi potevano investire i ricavi delle esportazioni nell'importazione di materie prime utilizzate nei vari processi produttivi.

Doc 3) La questione sociale è una situazione di crisi, soprattutto di carattere morale, che si viene a formare durante il processo di industrializzazione. All’interno delle diverse classi sociali si diffuse la convinzione che fossero necessari alcuni provvedimenti volti a migliorare le condizioni dei lavoratori. In particolare venivano evidenziate le conseguenze morali e sociali di questa situazione: crisi della famiglia, delinquenza, prostituzione e alcolismo. La crisi venne percepita dalle classi dirigenti, le quali vi trovarono una minaccia per la collettività. Per risolvere la situazione vennero attuate alcune riforme (in Inghilterra i “Factory Act”, che regolavano il lavoro femminile e minorile.)
In Italia la questione sociale ha assunto inizialmente l'aspetto di questione agraria. Il problema delle condizioni di vita delle masse contadine e operaie si sviluppò anche in Italia. Il problema riguardava soprattutto il mondo contadino, in quanto l’Italia era un paese prevalentemente agricolo. Le condizioni di vita nelle campagne dopo l’unità rimasero inaccettabili per molto tempo: malattie infestanti, scarsa alimentazione, abitazioni decadenti, altissimo tasso di mortalità.

Doc 4) Marx criticò il modo di produzione capitalistico. Egli osservava che nella produzione gli uomini non entrano liberamente, ma in rapporti necessari, indipendenti dalla loro volontà. L’uomo è il prodotto del proprio lavoro e quindi della storia. Il complesso dei rapporti di produzione che legano tra loro gli individui all'interno di una società  ne motivano i bisogni, le esigenze, le manifestazioni culturali. Essi si intrecciano nella storia all'evoluzione delle istituzioni e delle attività umane determinate dalla struttura economica della società, dalle sue leggi ed esigenze.
( Marx, Manifesto del partito comunista )

Doc 5) I modelli urbanistici di metà Ottocento rispondono alle esigenze della società borghese-industriale emergente che nega, superandola, la città storica pre-industriale e afferma modelli nuovi. A Parigi Haussmann impone assi e piazze spazialmente coerenti con le esigenze della borghesia emergente (difesa, grandeur, le facciate imposte ecc.). Definisce così un grande telaio di viabilità che tratta la città preesistente come materiale da riconfigurare demolendo e ricostruendo. L'operazione di Haussmann ha la pretesa di trattare la città come se questa avesse la plasticità e i limiti di resistenza di un singolo edificio, facendovi convergere un enorme potenziale tecnico-operativo, guidato dall'autorità pubblica. Di questa operazione il sistema viario è la struttura portante, la cui funzione primaria è soprattutto quella di definire e servire le parti dell'articolazione direzionale metropolitana, e la funzione aggiunta è quella di una rivalorizzazione qualitativa dell'intervento privato di ricomposizione del tessuto e, quindi, attraverso l'offerta residenziale, della stessa presenza della classe borghese nella nuova Parigi."Questo è reso possibile grazie al verificarsi simultaneo di una serie positiva di condizioni al contorno: la presenza di un potere forte, attento, e capace di comprendere ed apprezzare l'importanza della realizzazione di tali opere; la crescita del mercato finanziario e del potere delle banche; la precarietà delle condizioni igieniche e la pericolosità sociale di alcune zone della città. Strumento trainante l'espansione urbana diviene l'aumento della rendita fondiaria che l'elaborazione del piano di "Grands Travaux"< Grandi Lavori >  per Parigi conferisce, non solo alle aree centrali, ma anche a quelle destinate a nuova edificazione.
P.Sica, Storia dell'urbanistica, L'ottocento,

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