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Un sonetto di lode che rivela inattingibile ed inconoscibile la perfezione della donna. La ragione non basta a cogliere la sua superiore essenza ed il poeta rinuncia ad usare qualsiasi forma di paragone. 

G.Cavalcanti - Chi questa che vn, ch'ogn'om la mira
mappa testuale

Chi  questa che vn, ch'ogn'om la mira,
che fa tremar di chiaritate l're
e mena seco Amor, s che parlare
null'omo pote, ma ciascun sospira?
 

La venuta della donna, lo sguardo di ammirazione, 
O Deo, che sembra quando li occhi gira,
dical' Amor, ch'i' nol savria contare:
cotanto d'umilt donna mi pare,
ch'ogn'altra ver' di lei i' la chiam' ira.

Difficile descrivere la dolcezza del suo sguardo che richiama il sentimento d'Amore.

Umilt nel suo portamento che riporta per contrasto alla superbia sdegnoda di ogni altra donna.

Non si poria contar la sua piagenza,
ch'a le' s'inchin' ogni gentil vertute,
e la beltate per sua dea la mostra.

 

Effetti straordinari della sua presenza ( nobile e decorosa ) e della sua bellezza. 
Non fu s alta gi la mente nostra
e non si pose 'n noi tanta salute,
che propiamente n'avin conoscenza.

 

Difficile conoscere fino in fondo la sua virt che pure appare salvatrice per chi ne subisce l'influsso..

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